domenica 20 luglio 2014

L’ORDINANZA N° 95 SULL’USO DELL’ACQUA, GENERA UN PO’ DI CONFUSIONE

Con la ordinanza n° 95 del 19/07/2014 vengono indicate tutta una serie di accorgimenti volti al risparmio idrico e alla sostenibilità ambientale. Temi ovviamente e totalmente condivisibili da parte nostra.
C’è una questione che però crea confusione in noi e nei cittadini tutti. La sopracitata ordinanza, infatti, vieta l’utilizzo dell’acqua proveniente dagli acquedotti pubblici per tutti gli usi che non siano alimentari o igienici. Tale dicitura va in netto contrasto con le precedenti ordinanze di non potabilità dettate dalla cosi' detta ”emergenza arsenico”. In particolare la n° 177 (Puoi vederla QUI) che, a partire dal 01/01/2013, dispone che l’acqua erogata al consumo umano tramite pubblico acquedotto non è utilizzabile per gli usi contemplati dall’art. 2 comma 1.a del Dlgs 31/2001 che recita:


“Le acque destinate al consumo umano sono le acque trattate o non trattate, destinate ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande, o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite tramite una rete di distribuzione, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori”.

La qualità e la potabilità o meno delle nostre acque sono argomenti prioritari su cui non vi debbono essere dubbi o confusione. I nostri ripetuti inviti alla passata amministrazione ad una maggiore trasparenza sul tema hanno sempre trovato un muro di gomma.
Ora invitiamo la nuova amministrazione a fare un cambio di rotta rispetto a chi li ha preceduti e ad informare i cittadini non solo se è potabile o meno l'acqua destinata ad "uso umano" e correggere eventualmente l'ordinanza da poco emanata, ma di rendere altresì note le cause e responsabilità del mancato funzionamento a pieno regime dei due dearsenificatori, cosa che non è mai stata chiarita ufficialmente dalle Istituzioni in passato. Chiediamo inoltre che vengano rese note all'intera comunità le azioni che verranno intraprese per risolvere questo grave ed annoso problema, dato che ogni volta i cittadini negli incontri pubblici pretendono giustamente dei chiarimenti.

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