lunedì 12 novembre 2012

IN TEMPI DI CRISI LA SOLIDARIETÀ CAMMINA

 

Oggi vogliamo parlare di Politica, quella con la “P” maiuscola. Quella che deve servire a risolvere i problemi delle persone comuni, non ad arricchire schiere di “soliti noti”,quella che si fa dal basso, dando quelle informazioni che servono per creare una nuova consapevolezza e un nuovo modo di partecipare attivamente per fare gli interessi della propria comunità. Ebbene tale Politica, proprio perché pone come obiettivo il miglioramento della qualità della vita ed ha come protagonisti gli stessi che ne beneficeranno, partorisce sempre buone idee.
 
Attualmente viviamo in una situazione economico-sociale molto instabile dovuta ad una crisi economica dettata dall’alto, ma che ogni giorno fa vittime nel basso. Tuscania purtroppo non è immune a questa crisi. Basta fare una passeggiata per le vie cittadine per vedere serrande chiuse e locali vuoti con i cartelli “affittasi”o“vendesi”. Sempre più attività commerciali sono costrette a chiudere sia perché i soldi da spendere sono sempre meno sia perché per risparmiare si va a fare spesa a Viterbo nei centri commerciali. Il risultato è che i soldi spesi dai tuscanesi non rimangono nel paese, ma vanno via seguendo le strade della grande distribuzione. Un altro risultato di questo stato di cose, se si vuole ancor più negativo, è la migrazione di tutti quei giovani che potrebbero avere in mente la “malsana” idea di aprire un’attività.
 
In tv continuano a parlarci di “spread”, crisi e debito pubblico senza fornirci una vera soluzione al problema. Il sistema economico e monetario che ci hanno imposto è un meccanismo presentatoci in maniera tanto complessa da farci arrivare alla conclusione di accettarlo passivamente. Bisognerebbe aprire una lunga discussione sulla sovranità monetaria e sul potere delle banche centrali, ma non è di questo di cui vogliamo parlare oggi.
Vogliamo porre l’attenzione su un’idea nata alcuni anni fa e che man mano sta prendendo piede in tutta Italia: il progetto SCEC.

 
Si parte dal presupposto che l’unico modo per uscire dal debito strangolatore, che attanaglia questa economia, sia quello di riprendere la propria sovranità monetaria. Per farlo bisogna creare qualcosa che possa in parte sostituire la moneta e farla tornare al suo uso originale, libera quindi dalla schiavitù intrinseca del debito. Una moneta che non si presta, perché ti viene regalata, che non ha un tasso di interesse, il cui valore lo stabiliscono di volta in volta i cittadini tra di loro, scambiandosi prestazioni e produzioni locali. Una moneta che circoli all’interno della comunità favorendo le attività nostrane e aumentando il potere d’acquisto delle famiglie, valorizzando il valore fondamentale di una collettività: la solidarietà. Basta chiedere ai più anziani “come si tirava avanti in tempi di carestia, terremoto o guerra?”. Sicuramente aiutandosi, collaborando a rimuovere le macerie della casa caduta, scambiandosi prodotti e abilità artigiane, sentendosi parte di un unico organismo interdipendente e non cellule autosufficienti, quali non siamo né potremmo mai essere. Avere bisogno l’uno dell’altro non è un deficit, è una risorsa! Ma arriviamo al dunque.
 
Che cosa è lo SCEC?
 
I buoni della Solidarietà ChE Cammina (SCEC) sono la rappresentazione di un atto di fiducia circolare e si usano insieme agli euro determinando reciproci benefici economici, a vantaggio di tutti gli aderenti. Vengono distribuiti gratuitamente dall’associazione Arcipelagoscec in base a criteri chiari, trasparenti e uguali per tutti coloro che ne fanno richiesta. Qualsiasi persona fisica può iscriversi GRATUITAMENTE qui. Basta fornire Nome, Cognome, Indirizzo E-mail e Codice Fiscale. Iscrivendosi all’associazione si ricevono gratuitamente i primi 100 Scec del valore di 100 Euro di sconto, validi all’interno del circuito locale e nazionale degli associati. Tale circuito è fatto da tutti i soci che decidono di accettare una percentuale del pagamento per una propria prestazione, o la vendita di un bene, in forma di Scec, sapendo che, come loro l’hanno accettato, la comunità dell’Arcipelago farà lo stesso. Quindi, con in tasca gli SCEC e gli Euro si può fare la spesa, comprare i libri, pagare il dentista, riparare l’auto o il rubinetto presso tutte le attività produttive, agricole, artigianali, professionali, commerciali etc. che partecipano al circuito SCEC (la lista aggiornata è disponibile su internet al seguente link ).
I titolari di attività o semplici prestatori d’opera, detti “Accettatori”,decidono autonomamente, rendendola nota, la percentuale di sconto che applicheranno ai possessori di SCEC, detti “Fruitori”, i quali pagheranno in euro il prezzo scontato e in SCEC la differenza sul prezzo iniziale. A questo punto chi ha erogato il bene o servizio potrà a sua volta utilizzare gli SCEC presso altre attività, secondo le necessità della propria vita quotidiana (potete vedere il semplice meccanismo qui)
 
Cosa avviene quindi utilizzando lo SCEC?
 
Il cittadino si ritrova, semplicemente iscrivendosi GRATIS e ricevendo gli SCEC, ad avere un maggiore potere di acquisto. In pratica in una famiglia di 4 persone è come se fossero entrati, a parità di condizioni, 2 stipendi in più. Si determina quindi un risparmio in un momento di crisi come questo e il cittadino si ritrova con più soldi in tasca a fine mese. I commercianti non hanno “bruciato” lo sconto fatto, come accade normalmente, ma lo hanno monetizzato e di conseguenza potranno spenderlo a loro volta. Inoltre avranno guadagnato un vantaggio competitivo rispetto ad una concorrenza “esterna” molto agguerrita (si pensi ad esempio alla bottega sotto casa VS il supermercato della multinazionale francese). Così facendo si valorizzano i prodotti e i servizi locali favorendo e aiutando la NOSTRA economia.

Chi è interessato al progetto SCEC e vuole darci una mano per diffonderlo a Tuscania ci contatti all’indirizzo e-mail: tuscania5stelle@gmail.com
 
Per ulteriori informazioni: www.arcipelagoscec.net
 
Movimento 5 Stelle Tuscania





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