sabato 18 maggio 2013

FINANZIAMENTI PER LO SPORT: UN’OCCASIONE IRRIPETIBILE PER TUSCANIA


È la prima volta - a 25 anni dalla legge 65/87 che istituì i fondi Italia 90 – che vengono destinati finanziamenti statali all'impiantistica di base nel settore sportivo.



In arrivo un’occasione da non farsi scappare per valorizzare ciò che abbiamo, tutta la nostra cittadina ed incrementare lo sviluppo del territorio. Parliamo della ristrutturazione e messa a norma degli impianti sportivi dell’Olivo. Una tematica purtroppo sempre attuale poiché, nonostante sia stata presente come cavallo di battaglia in ogni passata campagna elettorale, tutt’oggi la situazione risulta inalterata se non aggravata.
L’occasione ghiotta che abbiamo accennato è lo sblocco dei finanziamenti statali per l’impiantistica di base nel settore sportivo. Questi finanziamenti, attesi da 25 anni, saranno stanziati dal Ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport che di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, il 25 febbraio hanno firmato un decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 aprile 2013 (il testo del decreto è consultabile qui), di erogazione del fondo per gli impianti sportivi.                                          
Si tratta di 18 milioni di euro da destinare alla realizzazione o ristrutturazione, adeguamento e messa a norma degli impianti. Il fondo rientra nelle misure urgenti adottate dal Governo per la crescita del Paese ed è stato istituito “per lo sviluppo e la capillare diffusione della pratica sportiva a tutte le età e fra tutti gli strati della popolazione”.

Senza dubbio un’occasione da prendere al volo per la nostra amministrazione, soprattutto perché siamo in un periodo in cui i soldi nelle casse comunali scarseggiano sempre più e purtroppo, come sappiamo, gli investimenti per lo sport e la cultura sono i primi ad essere tagliati. Molto probabilmente il nostro Sindaco e tutta la Giunta saranno già a conoscenza di questa opportunità, ma qualora non lo fossero, ricordiamo che non si può aspettare altro tempo poiché le richieste dovranno pervenire entro 45 giorni dalla data di pubblicazione del decreto. Se l’amministrazione comunale avesse già presentato la domanda, o fosse intenzionata a farlo, sarebbe molto importante sapere con quali idee e prospettive. Realizzare un progetto completo e all'avanguardia sta alla base di ogni amministrazione che intenda valorizzare e far crescere la propria comunità. Basti pensare ad esempi molto vicini a noi, come Capranica e Tarquinia, che frequentemente riescono ad ottenere finanziamenti da Europa, Stato e Regione. Tutto ciò non è frutto del caso.
Una completa ed esaustiva progettualità, anche in questa occasione, è fondamentale poiché il decreto pone dei criteri precisi a cui attenersi per elaborare una graduatoria delle singole idee proposte. Per esempio verrà data la priorità ad impianti al servizio di scuole ed università o in cui si praticano attività sportive in diffusione negli ultimi 5 anni. Ulteriori criteri per incrementare il punteggio sono la polifunzionalità del progetto e l’uso di energie rinnovabili. Inutile sottolineare che tutti questi parametri possono essere rispettati. Basti pensare all'importanza che dei moderni ed efficienti impianti sportivi potrebbero avere per le nostre scuole e a quanto si è fatto a livello nazionale negli ultimi anni sui temi dell’efficienza energetica e l’uso delle rinnovabili per contenere i costi nella pubblica amministrazione ed aumentare la sostenibilità di tali opere.

Riqualificare gli impianti sportivi dell'Olivo, nello specifico la piscina, è un obbligo per questa amministrazione, perché per ognuno di noi ciò significa salute, benessere oltre che crescita, sviluppo e lavoro. I nostri vicini tarquiniesi, montaltesi e montefiasconesi lo hanno capito da tempo. Ai tuscanesi è rimasto invece solo un grande senso di frustrazione nel vedere un centro sportivo, un tempo fiore all'occhiello di tutta la provincia, abbandonato e nel degrado più assoluto a causa di inadeguate gestioni (come potete vedere dalle foto corredate).

Se si riuscissero a mettere a norma gli impianti sportivi, Tuscania diventerebbe un punto nevralgico per i giovani e non, che intendono svolgere attività sportive. Richiamerebbe persone anche da paesi limitrofi, ora costretti a recarsi a Montalto di Castro o Viterbo per esempio, e contribuirebbe ad ampliare l’offerta turistica grazie al sempre più diffuso turismo sportivo. E’ bene ricordare, infatti, che lo sport è un settore dell'economia vasto e in rapida espansione e contribuisce in modo rilevante alla crescita e all'occupazione rappresentando l'1,6% del Pil e generando un giro d'affari di circa 25 miliardi di euro . In Italia le famiglie spendono 22 miliardi di euro per le attività sportive, pari al 2,3% del totale dei consumi. Di pari passo alle spese cresce l'interesse per l'attività fisica: negli ultimi dieci anni il numero delle persone che si è dedicato allo sport è aumentato di 2,7 punti percentuali.

Vogliamo e dobbiamo riabituarci a vedere questi luoghi come diritto a dei servizi per i cittadini di tutte le età e di tutti gli interessi (non solo il calcio) e non dobbiamo rassegnarci a portare i nostri bambini a praticare attività sportive in un altro paese, come non si faceva neanche anni fa. Ciò è ancora più inaccettabile per quelle persone che non hanno possibilità di muoversi, per i diversamente abili e per tutti coloro che hanno esigenze particolari (ricordiamo infatti che gli operatori dei servizi sociali devono anch'essi recarsi in altri luoghi).

Ovviamente per arrivare a risultati importanti vanno attuate programmatiche politiche dello sport a medio e lungo termine, lasciando da parte personalismi ed ogni qualsivoglia competitività negativa che purtroppo hanno contraddistinto ogni amministrazione. Nel caso di Tuscania basterebbe prendere spunto proprio dallo sport, che riesce a riunire persone diverse per età e ragione sociale, e gareggiare per un obiettivo comune. Soltanto se si fa squadra e si torna a quel senso di comunità, sempre più dimenticato, si possono cambiare realmente le cose.

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