lunedì 22 ottobre 2012

ALCUNE OSSERVAZIONI ESTRATTE DALLO STUDIO SUGLI EFFETTI DELL’ARSENICO




Si è svolta Sabato 20 Ottobre, presso la sede dell’Ordine dei Medici, Chirurghi ed Odontoiatri a Viterbo la conferenza stampa in cui è stato presentato lo studio "Valutazione Epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da Arsenico nelle acque potabili nelle popolazioni residenti nei comuni del Lazio". Uno studio, a quanto pare, pronto da Aprile ma che è stato reso noto soltanto oggi grazie all’Ordine provinciale dei medici, col vicepresidente Luciano Sordini e Antonella Litta, dell’associazione Medici per l’ambiente.



Da questo studio si ha l’ulteriore conferma che l’arsenico uccide (essendo catalogato come elemento cancerogeno certo di classe 1 dall’Airc, l’Associazione Internazionale di Ricerca sul Cancro). L’ingestione del metallo pesante presente nell’acqua e nel cibo provoca un aumento dei tumori maligni al fegato, alle vie biliari e quelle respiratorie, alla prostata e alla vescica. Oltre all’incidenza nelle patologie oncologiche, causa l’aumento dei casi di diabete mellito, di ipertensione arteriosa, di patologie ischemiche del cuore e problemi riproduttivi. Interferisce, poi, nello sviluppo delle sinapsi dei più piccoli, con conseguente aumento dei casi di disturbo dell’attenzione e di autismo. Gli effetti dell’arsenico variano da persona a persona in base alla presenza di una serie di fattori di suscettibilità, quali l’età di esposizione, la genetica, la dieta ed esposizioni concomitanti quali il fumo di sigaretta. Da evidenziare che la contemporanea presenza di fattori come il fumo e il radon aumenta la possibilità di tumori polmonari.




È importante sottolineare che Tuscania non è tra i paesi a più alto rischio. Infatti i Comuni con la maggiore presenza di arsenico sono quelli circostanti l’area del lago di Vico: Caprarola, Castel Sant’Elia, Civita Castellana, Fabrica di Roma, Carbognano, Capranica, Nepi e Ronciglione dove le concentrazioni sono superiori ai 20 μg /L.
Infatti consultando il rapporto si può evincere che "nei Comuni con livelli di arsenico superiore ai venti microgrammi al litro si osserva un eccesso significativo pari a +10% nella mortalità per tutte le cause e per le malattie del sistema circolatorio sia negli uomini che nelle donne, mentre non si osservano eccessi nel gruppo di Comuni con livello compreso tra i 10 e i 20 microgrammi". Inoltre "la mortalità per tutti i tumori maligni e per le sedi tumorali per cui sono state evidenziate associazioni con esposizione ad arsenico (trachea, bronchi, polmoni, fegato, vescica, rene, vie biliari, prostata) evidenzia eccessi nei comuni più colpiti. Lo stesso accade per le malattie respiratorie e per il diabete".

Come si può vedere dalla tabella (clic qui per vedere il monitoraggio) la situazione del nostro paese è a cavallo della "zona critica" dei 20 microgrammi per Litro. Questo da una parte ci solleva, ma dall’altra bisogna ricordare che abbiamo anche alte concentrazioni di Radon.
Inoltre come si può leggere nello studio "è possibile venire a contatto con l’arsenico anche tramite l’aria, gli alimenti (principalmente con l’assunzione di pesce, molluschi, crostacei, carne, pollame, alghe e derivati, cereali e derivati, riso e derivati, verdure). I prodotti della pesca tuttavia contengono arsenico soprattutto in forma organica, rapidamente espulsi dall'organismo umano e di bassa tossicità. L’esposizione delle persone all’arsenico può avvenire anche durante comuni attività come il lavarsi e il nuotare".

Pensiamo sia importante anche evidenziare che "l’esposizione ad arsenico è stata associata a rischi di esiti negativi della gravidanza e ad effetti sulla salute dei bambini più piccoli; questi ultimi infatti sono ritenuti ad elevato rischio poiché si stima che l’esposizione alimentare ad arsenico inorganico, compresa quella derivante da alimenti a base di riso, sia due o tre volte maggiore di quella degli adulti. La valutazione di effetti sugli esiti della gravidanza e sulla salute dei bambini sono oggetto di un’indagine attualmente in corso".

Come tutti i cittadini che hanno a cuore la propria salute ci uniamo alle richieste fatte dalla dottoressa Antonella Litta e il dottor Luciano Sordini, che sono tornati a chiedere "a tutte le istituzioni il pieno rispetto delle vigenti disposizioni di legge e l’attuazione, come già più volte indicato, di interventi rapidi e risolutivi per la completa dearsenificazione delle acque ad uso potabile".

Come abbiamo appreso nell’ultimo Consiglio Comunale,
dal 1 Gennaio 2013 a Tuscania dovrà essere emanata l’ordinanza di non potabilità per almeno la prima metà dell’anno con tutto quello che ne conseguirà. Certamente questa è una responsabilità che non può essere circoscritta totalmente agli Organi Comunali, ma che ha radici molto più profonde ed estese. Responsabilità anche attuali considerato lo sperpero della Regione Lazio di ben 14 milioni di euro, destinati al finanziamento dei gruppi politici regionali. La stessa cifra sarebbe servita per sistemare la situazione arsenico in tutto il Lazio.

A seguire dei grafici in cui possiamo vedere le patologie più diffuse a Tuscania.









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